La Storia

Il Festival, la canzone romana  e un po’ di storia…

 

È difficile poter ritrovare le fonti alle quali attinse le proprie origine la canzone romana, si sa che nelle feste dell’antica Roma, si svolgevano manifestazioni con canti e balli in onore di alcune divinità.

Nella Roma ottocentesca si ricordano le feste di piazza Navona e quelle più recenti come la Festa di San Giovanni, più delle altre legata alla canzone romana. Nel 1891 venne istituita la prima audizione “Sagra della Canzone Romana”.

Sono stati scritti numerosi libri sulla “storia della canzone romana”, proprio Giuseppe Micheli, autore e cultore della romanità, nel 1965 realizzò una collana di quattro volumi edizioni ponentino, impegnandosi in una affannosa ricerca musicale che spazia nel tempo dall’antica Roma ai nostri giorni, documenti e materiale inedito.

Per circa cento anni, dall’ultimo concorso canoro,la canzone romana si è lasciata indifferentemente morire nel dimenticatoio; proprio per questo motivo,il produttore e organizzatore Lino Fabrizi, pensando che Roma non aveva una sua manifestazione che tenesse alto il valore della tradizione artistica musicale, ha ritenuto necessario fondare un Festival. Da questa riflessione, nel 1991 in piazza S.Maria in Trastevere e nell’ambito della Festa de’Noantri è nato il 1° Concorso del Festival della Nuova Canzone Romana; “nuova” per dare spazio alle melodie di oggi. Il nome dell’evento originariamente era questo, poi la stampa ha sempre riportato soltanto la dicitura Festival della Canzone Romana che alla fine è diventata quella ufficiale.

Il Festival della Canzone Romana si differenzia da tutti gli altri Festival popolari perché non è esclusivamente in dialetto, qualunque canzone può essere ammessa al concorso, purchè tratti in qualche modo, la romanità o sia dedicata alla Città Eterna.

 

Ogni anno il Festival della Canzone Romana diviene punto di riferimento della tradizione musicale della Capitale, un’occasione per rivivere le più belle melodie e dare l’opportunità ai giovani interpreti di scoprire l’effetto e il fascino della canzone dedicata alla Città Eterna, anche attraverso le nuove tendenze musicali.

Il famoso ponentino cantato in tutto il mondo, da venticinque  anni arriva puntuale portando le note del Festival della Canzone Romana  davanti a migliaia di appassionati e riscuotendo un enorme  successo.

Anche quest’anno si canterà la Roma folkloristica, con le sue carrozzelle, i suoi tramonti e le sue fontane, ma anche quella quotidiana e attuale con i suoi crucci e le sue storie d’amore e di vita vissuta.

La manifestazione propone anche un concorso aperto a giovani compositori, autori ed interpreti, con brani che non debbono essere necessariamente in dialetto, purchè il tema sia dedicato alla romanità.

L’Associazione culturale Amata Italia, organizzatrice del Festival, ha al centro dei propri obiettivi quello di valorizzare la Tradizione Romana in tutte le sue forme artistiche.

Nelle passate edizioni la serata finale del Festival si è svolta all’aperto in alcuni splendidi luoghi della Capitale universalmente noti, partendo da Piazza S. Maria in Trastevere,Villa Celimontana e Via Veneto, per poi toccare anche Teatri importanti come il Brancaccio e ultimamente il Teatro Olimpico.

Le serate del tour di selezione si sono svolte, tra l’altro, a Roma al Parco degli Aranci, in Piazza Sempione,Cinecittà e Ostia, mentre nella provincia hanno interessato Castel Gandolfo, Velletri, Albano, Ciampino, Ardea, Anzio, Ariccia, Colleferro, Segni, Tivoli, Campagnano, Bracciano, Cerveteri, Anguillara, S. Marinella, Civitavecchia, Tolfa e tanti altri comuni.

Nelle sue varie edizioni il Festival della Canzone Romana ha visto succedersi artisti come Renato Zero, Nino Manfredi, Carlo Verdone, Franco Califano, Edoardo Vianello,Giancarlo Magalli, Michele Mirabella, Lando Fiorini, Enrico Brignano, Lillo e Greg, Enzo Salvi, Mario Scaccia, Isa Di Marzio, Fiorenzo Fiorentini, Stefano Rosso, Aldo Donati, Gigi Sabani, Luciano Rossi, Rodolfo Laganà, i Vianella, I Cugini di Campagna, Bobby Solo, Edoardo De Angelis, Stefano Masciarelli, Andy Luotto,  il Maestro Stelvio Cipriani, Manuela Villa,Mal, Alba Parietti, Pamela Prati, Milena Miconi, Nadia Bengala, Maria Rita Viaggi, Loretta Rossi Stuart,Mal, Paolo Gatti, Giorgio Onorato, Donatella Pandimiglio, Nicky Nicolai, Alberto Laurenti, la Schola Cantorum, Toni Malco, Butinar e tanti altri.

Alcune di queste edizioni sono state registrate e trasmesse sulle Reti televisive RAI DUE e RAI International ottenendo un grande successo di auditel.

 

SOSTEGNO DELLE ISTITUZIONI E SPONSOR

 

La manifestazione è da sempre riconosciuta, patrocinata e sostenuta dalle Istituzioni, come importante iniziativa che offre un concreto contributo alla valorizzazione e alla promozione delle tradizioni musicali e artistiche della Capitale, e come una manifestazione di alta qualità, sinceramente impegnata nei confronti della crescita culturale e turistica.

In primis il Comune di Roma è stato principale sostenitore della manifestazione sin dalla sua nascita, e poi la Regione Lazio e la Provincia di Roma hanno dato la possibilità di effettuare dei tour nei Comuni della Regione. Un momento del tutto particolare che ricordiamo con grande commozione fu quando a Castel Gandolfo il Santo Padre durante l’Angelus ha salutato i partecipanti.

Anche il Ministero dello Spettacolo ha dato il suo concreto contributo e infine la Presidenza della Repubblica, che attraverso un telegramma del Capo dello Stato, ha rivolto un apprezzamento agli organizzatori e ai partecipanti per l’iniziativa, che offre un concreto contributo alla promozione e alla valorizzazione delle tradizioni artistiche della Capitale.

 

 

STORIA DEL FESTIVAL IN SINTESI

 

Il Festival della Canzone Romana nasce nel 1991 grazie al suo ideatore Lino Fabrizi e oggi è giunto alla sua 25^ edizione, proponendo nuove melodie dedicate alla romanità, da chi canta Roma alla maniera di Claudio Villa o Gabriella Ferri fino a chi si ispira alle sonorità di Antonello Venditti.

Mantenendo integri gli schemi compositivi che ne hanno tracciato i percorsi musicali, il Festival si differenzia dal riduttivo evento popolare, traendo respiro dai continui fermenti che caratterizzano la scena musicale nazionale. Le composizioni, non più infiltrate dall’eccessiva enfasi dello slang locale ma piuttosto ispirate dalle poetiche fattezze della Città, (quasi fosse una donna), riconoscono a Roma il suo ruolo di protagonista anche come compagna silente del soggetto al quale l’artista si rivolge e testimone degli eventi narrati.

Quando l’Italia si misurava ancora a piedi, la canzone popolare, in quanto concepita sotto l’inevitabile influenza del vernacolo, oltre che una missione evasiva, svolgeva soprattutto una funzione sociale. Dalla canzone del “Pellegrino” scritta intorno al trecento, al contemporaneo della Ferri dei Vianella e di Califano, passando per “La cena della sposa” del cinquecento, la canzone romana ha subito l’evoluzione sociale della città, divenuta crocevia di diverse forme di comunicazione artistica.

Dall’ottava allo stornello, la comunicazione sonora di varie audizioni e Sagre (da S. Giovanni alla Festa de’ Noantri) ha, a sua volta, letteralmente stravolto la storica tradizione sconfinando nel caratteristico gorgheggio. Un formidabile strumento di coesione sociale. E nemmeno le sensibili arguzie del poeta Trilussa riuscirono a dare alla città di Roma la giusta dimensione musicale sulla scena nazionale. Romolo Balzani prima, vincitore di un’audizione che si svolgeva nell’ambito della Festa di San Giovanni “Sagra delle lumache”, ed Ettore Petrolini dopo, regaleranno la giusta ribalta alla canzone romana.

E saranno proprio i cantautori, in un periodo storicamente di “rottura”, a ridare ossigeno alle forme artistiche ispirate alla Città, dopo avere vissuto prima il paradiso (Rossellini) e poi l’inferno (da Tomas Milian alla saga dei Pierino con il cinema). Da “Roma capoccia” di Antonello Venditti e della Schola Cantorum a “Ninna nanna nanna ninna” di Claudio Baglioni, Roma torna ad imporsi grazie al fascino esercitato nei confronti di artisti come Luca Barbarossa, Lucio Dalla, Matia Bazar, Renato Zero a molti altri. Il Festival della Canzone Romana va quindi ormai pensato come qualcosa di decodificabile, leggibile e godibile ben oltre i confini romani e laziali, arrivando  con pienezza di contenuti artistici sulla scena nazionale e internazionale.

Esempio fulgido di questo ampio respiro è stata in passato la mitica “Arrivederci Roma”, portata al successo internazionale da un torinese (Renato Rascel) che pure ha subito il fascino della Città e ne ha saputo interpretare in modo mirabile l’attrattiva sul turista di ogni nazionalità.

Il corpus artistico musicale legato alla città di Roma è di immenso valore, da Fregoli a Petrolini, da Garinei e Giovannini a Romolo Balzani, da Claudio Villa e Franco Califano. Il Festival è pertanto un indiscusso valore per la Città di Roma, valore da preservare che si pone a pieno titolo sulla scia di una tradizione che dal 1800, e anche prima, arriva ai giorni nostri.

About Author: Festival della Canzone Romana

Lino Fabrizi presidente dell’associazione culturale Amata Italia, da 25 anni organizza e promuove il Festival della Canzone Romana, annuale manifestazione estiva patrocinata e sostenuta dal Comune di Roma, dalla Provincia di Roma, dalla Regione Lazio, Enti e privati.

Lascia un Commento